Le lettere da incubo dell’Imu: ecco chi deve pagare

Se da un lato si vuole cancellare l’Imu 2021 per le categorie che hanno sofferto di più la pandemia, tiene banco la polemica di alcune famiglie bolognesi che hanno ricevuto cartelle esattoriali per il recupero dell’Imu dal 2015 al 2020: ecco perché

Più di duemila cartelle esattoriali per il recupero dell’Imu sulla prima casa sono state ricevute da alcune famiglie di Bologna: la “colpa” è di una sentenza del 2020 della Cassazione che aveva stabilito che se moglie e marito vivevano in due Comuni diversi non avrebbero avuto diritto all’esenzione sulla prima casa. Un caso che potrebbe creare un precedente replicabile in tutto il Paese.

Cosa dice la Cassazione

La sentenza n. 4166 della Corte di Cassazione emessa nel 2020 non ammette l’esenzione dal pagamento dell’Imu nel caso in cui marito e moglie decidano di prendere residenza in due Comuni diversi ed abitare nelle rispettive abitazioni perché nessuno dei due immobili sarebbe considerato un’abitazione principale, l’unica a cui aspetta l’esenzione. Il motivo è presto detto: con il termine di abitazione principale, si intende unicamente quell’immobile che sia registrato presso il catasto urbano come unica unità immobiliare nella quale il proprietario e la sua famiglia vi dimorino abitualmente e vi risiedano anagraficamente. Ecco spiegato perché, diversi comuni tra cui quello bolognese, hanno chiesto il pagamento degli arretrati

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È su questo principio e con i dovuti accertamenti che il Comune di Bologna, l’unico al momento in Italia, ha iniziato a rivalersi sull’Imu mancata del 2015 ma con diritto a riscuotere tutti gli arretrati fino al 2020, in pratica cinque anni: secondo quanto riportato da Trend-online, la media è di 1.500 euro a cartella per 5 anni, con un totale di 7.500 euro a famiglia. Ovviamente, i cittadini bolognesi sono già sul piede di guerra perché, in molti casi, lo spostamento della residenza è dettato da esigenze lavorative e questo non dovrebbe permettere di far pagare una doppia Imu. Da qui è partito il tam tam di telefonate alle associazioni di categoria denunciato da Alberto Zanni, numero uno di Confabitare: “Non si tratta di furbetti che mascherano la seconda casa al mare come abitazione principale per avere le agevolazioni. C’è gente che risiede in due case di proprietà in due Comuni diversi per motivi lavorativi e si ritrova questa spada di Damocle di 5 anni di arretrati da pagare”, si legge sul Resto del Carlino. L’assessore al Bilancio Davide Conte, invece, spiega che sono “17mila i nuclei bolognesi con almeno due immobili in Comuni differenti. Di questi, poco piu di duemila hanno ‘spezzato’ il nucleo per godere del vantaggio fiscale. Non si tratta di furbetti, ma di una interpretazione della norma che è stata superata dalla Cassazione. C’era un’incertezza interpretativa, poi definita dagli ermellini”.

Esenzione Imu nel 2021

In attesa di capire come evolverà la vicenza nella città emiliana, secondo il Decreto-legge del 2013, numero 102, rientrano nell’esenzione Imu per l’anno 2021 tutti i cittadini italiani che risultano essere in possesso di un immobile compreso tra le seguenti tipologie: immobili che costruiscono abitazione principale (ad eccezione di alcune specifiche categorie), alloggi sociali, alloggi per studenti universitari, immobili destinati al culto religioso, terreni agricoli, le pertinenze delle prime case, alloggi di cooperative edilizie con proprietà indivisa, immobili posseduti da Stato, Regioni, Province o Comuni e gli immobili relativi a enti senza scopo di lucro.

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Attenzione ai controlli

La sentenza della Corte di Cassazione che annulla, di fatto, l’esenzione dal pagamento dell’Imu sugli immobili intestati ai coniugi che risiedono in due Comuni diversi, potrebbe aprire un precedente dando a tutti i Comuni italiani la motivazione per far partire una serie di controlli sulle “seconde case”: l’obiettivo sarà quello di verificare se, effettivamente, non ci sono le condizioni per far valere la condizione di abitazione principale. Nel caso in cui l’amministrazione comunale riuscisse a dimostrare che non lo fosse, potrebbe richiedere gli omessi versamenti dell’Imu degli ultimi cinque anni. A questo punto, potrebbero essere sottoposti alla verifica tutti gli immobili collocati nelle zone turistiche di mare o di montagna, ma anche quelli dislocati in città, che siano occupati solo e soltanto da una parte della famiglia.

Imu cancellata: quali sono le categorie

Con il Decreto Sostegni, il Parlamento italiano sta studiando un aiuto consistente a favore di ristoranti, bar, strutture ricettive, esercenti per i quali si va verso la cancellazione dell’Imu anche per il 2021: la misura era già stata introdotta nel 2020 con la cancellazione della prima rata e poi con la cancellazione intera grazie al decreto Ristori quater. La proposta di cancellazione dell’Imu anche per il 2021 arriva dal relatore in commissione bilancio, Daniele Manca, che nel suo intervento sostiene che si porrà attenzione al versamento 2021 “per settori come il turismo: sarebbe inutile farla pagare. È un segno che lo stato e le istituzioni vengono incontro per la riduzione dei costi fissi. Un modo, anche questo, di evitare il conflitto sociale”.