“Salvini e Hitler…?”. L’attacco choc in tv

Tomaso Montanari a Otto e Mezzo: “Penso che il progetto della Lega non sia compatibile con il progetto della Costituzione”

Ora, non crediamo occorra un ddl Zan per difendere la Lega, ovviamente Matteo Salvini saprà farlo da solo. Ma ormai è quasi certo serva al più presto trovare un vaccino contro le sparate antidemocratiche dei radical chic. Nei giorni scorsi ci siamo dovuti sorbire le prediche di Fedez dal pulpito del concertone, dove un ricco cantante con un passato un po’ omofobo si è messo a spiegare al popolo che un partito con 10 milioni di elettori non può opporsi al ddl Zan, pena l’esclusione dal circolo vip di chi indossa smalti coloratissimi. Ieri invece a sciorinare perle di saggezza ci ha pensato Tomaso Montanari, il quale è salito sul trono del bene e del male e ha emesso l’editto divino secondo cui il Carroccio, dopo 30 anni di attività politica, canottiere e felpe, è un progetto politico che non rientra nell’ambito dei valori della nostra Costituzione.

Ospite a Otto e Mezzo da Lilli Gruber, lo storico dell’arte, accademico, scrittore e altre aggravanti simili, ha detto che “non basta avere i voti” per essere legittimati democraticamente, ma occorre anche rispettare i limiti previsti dalla Carta. Grazie al cavolo: siamo certi che ad un esame all’Università con questo complicatissimo concetto avrebbe strappato un 30 e lode. Ma quale sarebbe la colpa del Carroccio? “Dire che se avessi un figlio omosessuale lo vorrei nel forno, non salvare i naufraghi in mare, sequestrare i migranti sulle navi e volere i pieni poteri” sono “tutte cose incompatibili con la nostra Costituzione”. Non solo. “Ricordo – ha aggiunto Montanari – che il 900 è un catalogo di orrori perpetrati da partiti che hanno ricevuto il consenso. Hitler è andato al governo avendo il consenso. E io credo che il problema sia capire se il progetto della Lega sia compatibile con il progetto della Costituzione. E penso che per molti versi non lo sia”.

Montanari ovviamente può sostenere ciò che più gli aggrada. Pure le più sciocche delle posizioni, tipo il paragone Salvini-Hitler. Ma occorre sottolineare un paio di punti. Primo: se la sparata di un consigliere regionale (che peraltro nega di averla detta) basta per rendere incostituzionale un intero partito, allora è arrivato il momento di dimostrare coerenza e applicare lo stesso metro anche alla categoria cui appartiene il neo-costituzionalista. Ricordate cosa disse il professorone Giovanni Gozzini dell’Ateneo di Siena sulla Meloni “vacca e scrofa”? Se applicassimo l’editto Montanari, dovremmo chiudere tutte le Università per palese incostituzionalità. Compresa quella dove insegna lui.

Secondo appunto. Dovrebbe l’esimio professore spiegare in quale articolo della Carta è scritto che non si possa legittimamente sostenere il diritto a limitare l’immigrazione clandestina. Ovviamente non c’è. Anche perché altrimenti bisognerebbe portare sul banco degli imputati anche Prodi e Napolitano, che negli anni degli albanesi imposero un blocco navale (causa peraltro di una immane tragedia). Oppure, più recentemente, bisognerebbe mettere i sigilli pure alla sede del Partito Democratico, movimento cui pare appartenga l’ex ministro Minniti, non esattamente uno che le Ong nel Mediterraneo le ha favorite. Infine, giusto come ciliegina sulla torta, bisognerebbe subito dare il via all’Italexit, visto che l’Ue paga fior di quattrini la Turchia per impedire ai profughi di venirsene in Europa.

Sul “sequestro di migranti” c’è poco da dire, se non che Montanari oltre ad avere il potere onnipotente di bollinare i buoni e scartare i cattivi, pare possedere anche capacità divinatorie: sa già che l’ex ministro verrà condannato, quando ancora il processo è tutto da celebrare. Ma in fondo da uno così, che ritiene privo di “legittimità costituzionale” un partito al governo di Regioni e città, cosa ci si può attendere di meglio?